Quando una paziente arriva in ambulatorio parlando di incontinenza o di dolore persistente dopo una gravidanza, spesso lo fa con una premessa:
“Pensavo fosse una conseguenza normale del parto”.
In parte è vero: il corpo femminile dopo la gravidanza attraversa cambiamenti profondi. Ma quando alcuni sintomi non regrediscono nel tempo, è importante chiarire che non tutto ciò che avviene dopo un parto è destinato a risolversi spontaneamente.
La diastasi addominale non è solo un fatto estetico
La diastasi addominale viene frequentemente ridotta a una questione estetica. In realtà, dal punto di vista clinico, è una condizione che può avere ripercussioni funzionali importanti.
Quando i muscoli retti dell’addome restano separati:
- la parete addominale perde stabilità
- la postura viene alterata
- il pavimento pelvico viene sovraccaricato
Questo squilibrio può manifestarsi con dolori lombari, difficoltà nei movimenti quotidiani e, in alcuni casi, con disturbi urinari.
Il legame tra addome e continenza
La continenza urinaria non dipende da un solo distretto anatomico.
Addome, pavimento pelvico e colonna lavorano come un sistema unico.
Quando l’addome non svolge correttamente la sua funzione di sostegno, il carico si sposta verso il basso. In queste condizioni possono comparire urgenza urinaria o perdite involontarie, soprattutto durante gli sforzi o nei momenti di maggiore pressione addominale.
Per questo motivo, in alcune pazienti, incontinenza e diastasi non sono due problemi separati, ma due manifestazioni dello stesso disequilibrio funzionale.
Perché i sintomi dell’ incontinenza vengono spesso sottovalutati
Molte donne convivono a lungo con questi disturbi perché:
- li associano al post-parto
- pensano che siano inevitabili
- non sanno che esistono percorsi di valutazione dedicati
In realtà, quando il problema persiste nel tempo, non è più corretto attribuirlo semplicemente alla gravidanza. Se lo si ignora ci si ritrova ad adattarsi a una qualità di vita ridotta.
Quando è indicata una valutazione specialistica
Una valutazione mirata è indicata quando:
- il dolore addominale o lombare non si risolve
- compaiono disturbi urinari persistenti
- le attività quotidiane o sociali risultano limitate
L’obiettivo della visita otre a quello di identificare la diastasi, è capire quanto questa incida sulla funzione complessiva del corpo.
L’approccio di SCEB
Presso SCEB l’attenzione non è rivolta a un singolo sintomo, ma all’insieme del quadro clinico.
Ogni paziente viene valutata considerando:
- struttura addominale
- funzionalità del pavimento pelvico
- storia ostetrica
- impatto dei sintomi sulla vita quotidiana
Solo partendo da questa analisi è possibile proporre un percorso realmente adeguato al caso specifico.
Ripristinare la funzione, non solo l’aspetto
Il trattamento della diastasi addominale, quando indicato, ha come obiettivo principale il recupero della funzione, non solo il miglioramento estetico.
Quando l’equilibrio viene ristabilito, molte pazienti riferiscono un miglioramento anche dei disturbi urinari e della qualità di vita complessiva.
Dopo la gravidanza, non tutto ciò che senti va considerato normale
Se avverti:
- che il tuo corpo non ha recuperato come dovrebbe
- che il dolore o l’incontinenza ti creano disagio
- la necessità di una valutazione specialistica chiara e competente
Contattare SCEB può aiutarti a capire se esiste una soluzione adatta al tuo caso.
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